Sotto il nome “Ninjutsu” si cela lo studio di 9 scuole di arti marziali classiche, sviluppatesi
nel corso dei secoli in Giappone e trasmesse di Soke (caposcuola) in Soke fino ai giorni nostri.
Queste 9 scuole, in cui si studiano tecniche sia con armi varie che a corpo nudo, hanno diversi
elementi comuni che le rendono quindi tra di loro vicine e coerenti.
Le pergamene (e con loro ovviamente l’insegnamento pratico) delle varie scuole sono state
trasmesse fino ad oggi, da ultimo da Takamatsu Toshitsugu, il quale a sua volta ha passato il
testimone a Maasaki Hatsumi, nominandolo suo successore e conferendogli il “Menkyo Kaiden”
(ossia le pergamene ufficiali e la conoscenza “certificata”) di tutte le nove scuole.
Il Ninjutsu Belluno, sulla scia del Ninjutsu Padova cui è affiliato, segue gli insegnamenti di
Takamatsu Toshitsugu (33° gran maestro), di Hatsumi Masaaki (34° gran maestro), del suo fedele e
compianto allievo Tetsuji Ishizuka (nominato 29° soke di Gyokko Ryu e detentore del Menkyo Kaiden
di tutte le altre 8 scuole) e del dr. Kacem Zoughari, a sua volta fedele allievo sia di Hatsumi
Masaaki che di Ishizuka Tetsuji, ricercatore di arti marziali giapponesi, autore di diversi
libri e ovviamente istruttore di Ninjutsu.

Qualcuno potrebbe chiedersi se ha senso praticare oggi delle arti marziali nate diversi
secoli fa.
Citando il dr. Kacem Zoughari: “Queste arti erano il summum dell'efficacia nel passato
e non vedo perchè non dovrebbe esserlo attualmente! Se non funzionano è perché
l'adepto non pratica la forma corretta, né la precisione, né la rettitudine non
avendo ricevuto la trasmissione adeguata.”
Il contesto di guerra in cui si sono sviluppate queste scuole non prevedeva infatti regole,
tatami, arbitri o colpi proibiti. In guerra ogni oggetto può essere potenzialmente usato
come arma, mani nude comprese. Efficacia ed economia dei movimenti erano quindi
fondamentali.

Questo è il Ninjutsu, citando le parole del dr. Kacem Zoughari: “non una semplice arte
marziale ma una vera scienza di sopravvivenza”.
Il praticante di Ninjutsu nel suo percorso allenerà umiltà, pazienza, disciplina, resistenza
ma anche intelligenza, logica, attenzione, flessibilità sia mentale che fisica. I movimenti
saranno studiati nel dettaglio e dapprima assimilati a velocità ridotta, in modo da poterli
poi eseguire fluidamente. La pratica richiede un cuore sincero e la gestione del proprio
ego.
Tutto ciò è necessario per imparare a risolvere una situazione con la migliore economia dei
movimenti, nel minor tempo, nel modo meno visibile e se necessario utilizzando qualsiasi
oggetto ci possa capitare sotto mano in modo non per forza convenzionale.
Non a caso la parola Ninjutsu contiene la radice Nin, che si rinviene nella parola Nintai.
Gli ideogrammi con cui si scrive la parola Nintai sono quelli di una spada e di un cuore.
Nintai infatti vuol dire sopportare, avere pazienza, nonostante tutto, come se si avesse una
spada conficcata nel cuore.
"La Tigre della Mongolia" - Maestro e predecessore di Hatsumi Sensei
Takamatsu Toshitsugu nacque il 10 marzo 1889 ad Akashi, nella provincia di Hyogo, durante il 23° anno dell'era Meiji. Inizialmente conosciuto come Jutaro, il suo vero nome era Hisatsugu, che poi cambiò in Toshitsugu mantenendo gli stessi kanji ma modificando la fonetica.

Sōke di nove antiche scuole di arti marziali giapponesi e fondatore della Bujinkan
Yoshiaki Hatsumi è nato il 2 dicembre 1931 nella città di Noda, nel nord del Giappone. In seguito cambiò il nome da Yoshiaki a Masaaki. Il suo percorso nelle arti marziali iniziò all'età di 7 anni con il Kendo, insegnatogli da suo padre, per poi espandersi al Judo e al Karate.

Soke di Gyokko Ryu e uno degli shihan giapponesi più anziani ed esperti
Ishizuka Tetsuji, nato il 22 febbraio 1948, è lo studente più anziano di Soke Hatsumi ed ha avuto anche la possibilità di allenarsi con Takamatsu sensei. Si è allenato con Hastumi sensei dagli anni '60, quando lui, ragazzo di 17 anni, ha incontrato Hatsumi sensei di 34 anni.

Ricercatore, praticante e studioso di storia e arti marziali giapponesi
Il dottor Kacem Zoughari è un noto ricercatore e praticante di storia e arti marziali giapponesi. Nato a Parigi, in Francia, ha iniziato a studiare arti marziali da adolescente e ha iniziato a visitare il Giappone per approfondire i suoi studi già a 16 anni, nel 1989. Ha praticato il Ninjutsu per oltre 20 anni ed è uno studente personale di Soke Hatsumi Masaaki Sensei e Soke Ishizuka Tetsuji Sensei.
Nel nostro dojo si tramanda lo studio di nove scuole di arti marziali classiche dette Koryū.
Fondata nel secolo XII, si caratterizza per l'uso di lunghe distanze, lussazioni, proiezioni e colpi ai muscoli. È considerata la scuola principale del Bujinkan e forma la base tecnica per molte altre discipline.
Fondata nel secolo XVI, utilizza la corta distanza. Metodo diretto e corto per colpire le articolazioni.
Fondata nel XII secolo. Il suo insegnamento principale è che la violenza deve essere evitata.
Fondata nel secolo XVII, utilizza tecniche di lussazione, proiezione, controlli, strangolamenti e colpi ai punti vitali.
Fondata nel secolo XII. Una delle caratteristiche di questa scuola è il riconoscimento della Naturalezza come forma difensiva.
Fondata nel XII secolo. Si caratterizza per l'uso dell'armatura e lo studio di diverse armi tradizionali come i bastoni, spade, lance, ecc…
Fondata nel XVI secolo, si caratterizza per i salti nel combattimento e l'uso di colpi e doppie parate.
Utilizza proiezioni e si concentra sull'aspetto strategico e tattico.
Fondata nel secolo XVI. Si caratterizza per l'uso di calci, attacchi di pugno e proiezioni.
Il Ninjutsu e le nove scuole prevedono tecniche "a mani nude" o uso delle armi. Tra le armi classiche tradizionali si pratica:
Katana, Kodachi e Tanto (pugnale)
Bo, Hanbo e Jo
Yari
Naginata
Kusari Gama, Kyogetsu Shoge
Shuriken, Boshuriken, Kyu (arco)
Kusari (catena), Nawa (corda)
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